Svaso del Bacino di Palagnedra

Lo svaso del bacino di Palagnedra delle Officine Idroelettriche della Maggia verrà eseguito come da programma a partire da lunedì 13 maggio. In effetti le condizioni idrologiche sono favorevoli per assicurare un corretto svolgimento di tutta l’operazione. A 10 anni di distanza dallo svuotamento del 2003, si rende necessario evacuare i sedimenti fini che si sono depositati sul fondale del bacino principale, che se lasciati accumulare pregiudicano il buon esercizio dell’impianto e ne limita la sicurezza in caso di evento estremo. Il sedimento rilasciato dallo scarico di fondo verrà diluito con l’acqua chiara proveniente dalla galleria da Cavergno (ca. 20-25 m3/s) e da quella naturale della Melezza (ca. 10 m3/s). Un corretto e tempestivo dosaggio eviterà il superamento di concentrazioni critiche o dannose per l’ecosistema fluviale della Melezza.

Lo scarico di fondo verrà aperto di giorno, mentre di notte fluirà solamente l’acqua di diluizione, alfine di risciacquare in continuo l’alveo del fiume e garantire il trasporto del materiale solido fino al Lago Maggiore, secondo il suo corso naturale. La qualità dell’acqua rilasciata verrà monitorata in continuo in 4 stazioni di controllo, 3 sulla Melezza da Palagnedra a Golino e una a Solduno sulla Maggia dopo la confluenza dei due fiumi. Vi saranno poi dei monitoraggi puntuali anche del Lago Maggiore per documentare il comportamento delle correnti dopo l’immissione presso la foce della Maggia. Prima e dopo l’operazione di svaso verranno eseguiti dei controlli della fauna ittica nella Melezza per verificarne l’effettiva sopravvivenza, mentre che nel bacino di Palagnedra l’ufficio caccia e pesca provvederà ad una pesca con le reti per estrarre il maggior numero possibile di pesci dal bacino prima che si svuoti completamente.

Il buon esito dell’analoga operazione del 2003 ha permesso di ottenere anche per questa volta il permesso da parte del Dipartimento del territorio, procedura gestita attraverso l’apposito gruppo di lavoro in materia di spurghi dei bacini idroelettrici. La tipologia del materiale evacuato determinerà il suo comportamento lungo l’alveo del fiume, e a seconda della presenza di limo o sabbia fine esso si depositerà lungo le rive o proseguirà direttamente fino al lago. Alla fine di tutta l’operazione sono previsti dei risciacqui del fiume, con volumi consistenti di acqua, per asportare i depositi sfavorevoli al ripristino ottimale dell’ecosistema.

Per poter evacuare il quantitativo desiderato di sedimenti, necessario a procrastinare la prossima vuotatura di altri 10 anni, l’operazione dovrebbe durare fino alla fine di maggio. La durata effettiva dipenderà pure da eventuali condizioni meteorologiche favorevoli e dal comportamento del sedimento all’interno del bacino di Palagnedra. Date le importanti portate di acqua rilasciate nella Melezza (attorno ai 40 m3/s), si richiede la massima prudenza ad avvicinarsi al fiume, poiché il livello dell’acqua può variare velocemente, indipendentemente dalle condizioni meteo. Anche nei pressi della foce della Maggia nel Lago Maggiore l’accumulo di sedimenti potrà creare delle situazioni di pericolo, dunque si invita i bagnanti alla massima prudenza.

Locarno, 6 maggio 2013

Per maggiori informazioni: ing. Andrea Baumer, Ofima, 091 756 66 66